La tutela del consumatore
 

La vicenda di Livorno dopo la bufera mediatica

Roberto Deboni DMIsr 14 Set 2017 05:39
La questione non e' il "tombamento" dei corsi d'acqua.
Si fa in molte citta' nel mondo.

La questione e' che non si e' scavato nessun alveo
alternativo, con particolare cura di una ampia golena:

https://it.wikipedia.org/wiki/Golena

Pensate ad una "circonvallazione" per le acque.
E poi c'e' la tecnica delle "aree di sfoga", parti del
territorio a livello piu' basso, contornate dagli
argini (che quindi si allontana dal fiume) in cui
l'acqua in esubero passivamente (non serve nessuno che
controlli paratie od altro) sfoga, se supera un
determinato livello.

Sono tecniche note da sempre, anche da prima della
alluvione del 1951, eppure snobate da amministrazioni
pubbliche fatte di demagoghi che ragionano solo sul
breve termine:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/11/28/news/nuovi_argini_e_grani_aree_di_sfogo_per_dora_e_pellice_responsabili_delle_alluvioni-152990036/

"Se ne parla dal 2000, all’indomani della devastante
alluvione che causò l’esondazione di Po e Dora con
24 morti nell’intero Piemonte. Il 26 aprile del 2001,
l’anno successivo, viene stilato un elenco di opere
da realizzare per mettere in sicurezza il nodo
idraulico di Torino. Ma ci vogliono 13 anni perché
comincino gli studi di fattibilità e oggi, finalmente,
la progettazione. Sono gli interventi che avrebbero
evitato i danni di questi giorni."

I "danni di questi giorni" sono quelli del novembre 2016.

La storia di Livorno non e' diversa.

Ci sono luoghi in Italia (senza andare all'estero) in cui
sono stati tenuti alvei ampi cento metri che per
decenni sono rimasti secchi ghiaioni. Ma ultimamente,
occasionalmente diventano vigorose fiumane.
E se invece fossero stati urbanizzati ?

Perche' poi chi e' stato diligente deve finanziare
gli aiuti per chi e' stato "cicala" negli anni ?
E gli elettori non possono nascondersi dietro il
"non sapevo". Semplicemente hanno preferito cacciare
i loro vecchi negli ospizi, dimenticandoli, invece di
ascoltare la loro memoria, di cosa gia' era successo
in passato.

Non ci sono disgrazie di questo genere. Non oggi.
C'e' solo una criminale responsabilita' di amministratori
e cittadini.
asetofsymbols@gmail.com 14 Set 2017 09:40
Dovrebbe essere proibito costruire vicini a fiumi e torrenti , in modo che nei
pressi nn ci possa essere nessuna sanatoria possible
Franz 14 Set 2017 09:52
E' già proibito costruire vicino a fiumi (legge Galasso).
Bernardo Rossi 14 Set 2017 09:53
On Thu, 14 Sep 2017 00:40:00 -0700 (PDT), asetofsymbols@gmail.com
wrote:

>Dovrebbe essere proibito costruire vicini a fiumi e torrenti

E vicino a vulcani, luoghi a pericolo di valanghe, frane, terremoti,
coste marine, insomma in Italia resterebbero ben pochi posti
disponibili.


--

Byebye from Verona, Italy

Bernardo Rossi
the F.O. 14 Set 2017 10:03
Delle casse d'espansione sono state fatte a Livorno ma per un altro
torrente che sta più a nord, non mi ricordo il nome perchè di solito è
sempre in secca AFAIK

Tombare i rii, torrenti e fiumi è da deficienti mentecatti:

-basta vedere cosa è successo a Genova che hanno tombato un fiumiciattolo
che in modo stagionale si gonfia e poi gli ha demolito mezza città e pure
un altro paesino.

-Anche se i fiumi, rii, ruscelli, fiumiciattoli sembrano secchi, con il
climate change prima o poi tendono a gonfiarsi, l'acqua segue il suo
corso naturale. Dovrebbe essere vietato costruire DENTRO L'ALVEO DI UN
RUSCELLO OPPURE ALLA SUA FOCE.

Mi rendo conto che costruire e vendere case è un business che ci
guadagnano tutti, ma la natura se ne frega di un piano regolatore ben
fatto o mal fatto o dei condoni...

E' sono tutti ******* da caga!!

Rio Maggiore è stato tombato: io nemmeno sapevo della sua esistenza. E'
evidente che questo rio che è stato sottovalutato ha alti rischi, scorre
per altro in una zona che è diventata molto urbanizzata. La villa della
morte si è comportata come una grande cassa d'espansione evitando danni
più a mare, dato che si è riempita come una piscina MA non sino all'orlo.
Considerando l'urbanizzazione della zona, la cosa saggia sarebbe
requisire la casa, buttarla giù ed usare il giardino privato come
giardino a pozzo pubblico, da usarsi come cassa d'espansione per il Rio
Maggiore. Magari sarebbe utile rinforzare i lati della struttura per dare
maggiore solidità alla piscina-vasca d'espansione mettendola in più
sicurezza nella prossima piena del Rio Maggiore.

E' doloroso per i proprietari ma tant'è...

Ogni altra soluzione, non sarà una soluzione ma una caata tampone, ed il
problema si riproporrà di sicuro con altri danni e morti in altri luoghi.

C'è poi la questione del Rio Ardenza con un intero quartiere costruito
dentro l'alveo del fiume.

Poi c'é il Rio Antignano con tante case costruite sulla foce e dentro il
suo alveo e nelle strettissime immediate vicinanze.

Poi c'è la zona di grotta delle fate con il quartiere di via della
fontanella costruito dentro un avvallamento naturale di un campo dove si
raccoglie in modo naturale l'acqua.

Poi c'è la questione mini-uragani mediterranei che ancora non è nemmeno
emersa e non entrerà mai nelle questione della messa in sicurezza.

Sono tutti ******* amari da cagà, perchè ha da passà nuttata!







Il Thu, 14 Sep 2017 05:39:50 +0200, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> La questione non e' il "tombamento" dei corsi d'acqua.
> Si fa in molte citta' nel mondo.
>
> La questione e' che non si e' scavato nessun alveo alternativo, con
> particolare cura di una ampia golena:
>
> https://it.wikipedia.org/wiki/Golena
>
> Pensate ad una "circonvallazione" per le acque.
> E poi c'e' la tecnica delle "aree di sfoga", parti del territorio a
> livello piu' basso, contornate dagli argini (che quindi si allontana dal
> fiume) in cui l'acqua in esubero passivamente (non serve nessuno che
> controlli paratie od altro) sfoga, se supera un determinato livello.
>
> Sono tecniche note da sempre, anche da prima della alluvione del 1951,
> eppure snobate da amministrazioni pubbliche fatte di demagoghi che
> ragionano solo sul breve termine:
>
> http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/11/28/news/
nuovi_argini_e_grani_aree_di_sfogo_per_dora_e_pellice_responsabili_delle_alluvioni-152990036/
>
> "Se ne parla dal 2000, all’indomani della devastante alluvione che causò
> l’esondazione di Po e Dora con 24 morti nell’intero Piemonte. Il 26
> aprile del 2001,
> l’anno successivo, viene stilato un elenco di opere da realizzare per
> mettere in sicurezza il nodo idraulico di Torino. Ma ci vogliono 13 anni
> perché comincino gli studi di fattibilità e oggi, finalmente,
> la progettazione. Sono gli interventi che avrebbero evitato i danni di
> questi giorni."
>
> I "danni di questi giorni" sono quelli del novembre 2016.
>
> La storia di Livorno non e' diversa.
>
> Ci sono luoghi in Italia (senza andare all'estero) in cui sono stati
> tenuti alvei ampi cento metri che per decenni sono rimasti secchi
> ghiaioni. Ma ultimamente,
> occasionalmente diventano vigorose fiumane.
> E se invece fossero stati urbanizzati ?
>
> Perche' poi chi e' stato diligente deve finanziare gli aiuti per chi e'
> stato "cicala" negli anni ?
> E gli elettori non possono nascondersi dietro il "non sapevo".
> Semplicemente hanno preferito cacciare i loro vecchi negli ospizi,
> dimenticandoli, invece di ascoltare la loro memoria, di cosa gia' era
> successo in passato.
>
> Non ci sono disgrazie di questo genere. Non oggi.
> C'e' solo una criminale responsabilita' di amministratori e cittadini.





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