La tutela del consumatore
 

CETA libero scambio UE-Canada.
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Erasmo da Rotterdam 21 Set 2017 17:00
http://www.repubblica.it/economia/2017/09/21/news/ceta_scheda_provvedime
nti-176095790/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T2

Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
Luca85 21 Set 2017 17:20
On Thursday, September 21, 2017 at 5:00:27 PM UTC+2, Erasmo da Rotterdam wrote:

> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.

Hai mai visto una altra singola occasione dove ACLI, CGIL, coldiretti,
Legambiente, slowfood e un'infinità di altre associazioni che spesso si odiano
a vicenda concordano in toto su qualcosa?
Roberto Deboni DMIsr 21 Set 2017 17:47
On 21/09/17 17:20, Luca85 wrote:
> On Thursday, September 21, 2017 at 5:00:27 PM UTC+2, Erasmo da Rotterdam
wrote:
>
>> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
>> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
>> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>
> Hai mai visto una altra singola occasione dove ACLI, CGIL, coldiretti,
Legambiente, slowfood e un'infinità di altre associazioni che spesso si odiano
a vicenda concordano in toto su qualcosa?

Quando una grossa fetta degli italiani e' portatrice di una cultura
che un inglese definisce "arretrata", il comportamento delle loro
associazioni rispecchia pari identica logica. Casualmente ho trovato
una lettura critica che espone terra-terra la questione:

http://www.lafrusta.net/rec_banfield.html

Da una parte e' stata descritta in modo piuttosto fedele cio' che e'
l'esperienza di chi vive, ad esempio, in una cittadina americana:

"un pullulare di attività associazionistiche che perseguono scopi che
vanno al di là dell'interesse materiale ed immediato del proprio
nucleo familiare"

il che ci richiama subito alla memoria l'attivita' di associazioni
italiane come la San Vincenzo, le Caritas, ovvero una riprova che
anche in Italia esistono isole di cultura "morale" verso la societa'.
Sono esempi di comportamenti orientati verso la comunita'.

E sull'altro lato ?

"E a "Montegrano"? Niente di tutto ciò. L'orfanotrofio e il convento
sono cadenti, i contadini non sono disposti a cedere nemmeno una
giornata lavorativa per ripararli, tutto ciò che è pubblico è alla
malora e nessuno è disposto a sacrificare una briciola del proprio
tempo e delle proprie risorse se non ha in vista un ritorno personale.
Insomma a Montegrano tutti i comportamenti degli individui sono family
oriented."

Orientati verso la famiglia.

A Montegrano e' assente di quella particolare forma di socialità detta
"senso civico", il nerbo della democrazia.

Il primo passo di evoluzione da questa situazione arretrato e'
sicuramente l'appartenenza ad associazioni come le citate
ACLI, CGIL, coldireitti, Legambiente, ...
Ma a quanto pare poi risaltano fuori le logiche di appartenenza
verso il gruppo piu' piccolo.

Anzi, mi sovviene ora una tesi per quale ragione le associazioni
che nascono sono cosi' "amorali" verso il bene collettivo.
Semplice: la nascita di queste associazioni e' il risultato del
crollo, della scomparsa, del nucleo famigliare nella societa'
italiana moderna. L'Italia delle Montegrano e' una Italia
spopolata, che sta scomparendo. I suoi cittadini non hanno piu'
una famiglia, tanti sono "single", i legami "famiglia" sono
stati distrutti da una societa' edonista di Yuppie o la versione
italiana derivata dai "vitelloni". Il bisogno di appartenere
a qualcosa, pero' non si e' evoluto verso il metodo sociale della
comunita', perche' costoro sono ancora privi dei concetti piu'
elementari di "senso civico" (la scuola italiana, circa venti
anni fa, ha abolito le ore di lezione di educazione civica nate
dall'impetto anti-fascista del dopoguerra). Invece queste
"pecorelle smarrite" hanno ricostruito l'equivalente di famiglia
allargate, spostando il loro rapporto "familista" nel rapporto
tra le varie associazioni.

«massimizzare i vantaggi materiali e immediati della propria
associazione; supporre che tutti gli altri si comportino allo
stesso modo».
Roberto Deboni DMIsr 21 Set 2017 17:54
On 21/09/17 17:47, Roberto Deboni DMIsr wrote:
> On 21/09/17 17:20, Luca85 wrote:
>> On Thursday, September 21, 2017 at 5:00:27 PM UTC+2, Erasmo da
>> Rotterdam wrote:
>>
>>> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
>>> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
>>> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>>
>> Hai mai visto una altra singola occasione dove ACLI, CGIL, coldiretti,
>> Legambiente, slowfood e un'infinità di altre associazioni che spesso
>> si odiano a vicenda concordano in toto su qualcosa?
>
> Quando una grossa fetta degli italiani e' portatrice di una cultura
> che un inglese definisce "arretrata", il comportamento delle loro
> associazioni rispecchia pari identica logica. Casualmente ho trovato
> una lettura critica che espone terra-terra la questione:
>
> http://www.lafrusta.net/rec_banfield.html

Per l'archivio:

<http://web.archive.org/web/20160312150140/http://www.lafrusta.net/rec_banfield.html>
Roberto Deboni DMIsr 21 Set 2017 18:29
On 21/09/17 17:52, carletto wrote:
> "Erasmo da Rotterdam" <21710invalid@mynewsgate.net> ha scritto
>
>> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
>> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
>> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>
> O magari temono semplicemente che veniamo invasi dal prodotto canadese,
> cereali in testa (gia' ne importiamo, ma questo potrebbe essere il colpo di
> grazia).

Una Italia di 60 milioni di residenti su 300'000 kmq di cui una
fetta considerevole montuosa *deve* importare cereali.
Ci mancano qualcosa come 100'000 kmq di fertile pianura per una
produzione autarchica di cereali.

Se poi ci aggiungiamo l'i*****zia dei bio-carburanti, le cose stanno
ancora peggio.

Basta considerare che ogni unita' di energia del Sole catturata
contenuta nei bio-carburanti richiede una superficie territoriale
20 volte superiore dell'equivalente catturata contenuta in carburante
di sintesi prodotto industrialmente a partire dell'energia generata
da una centrale termoelettrico a concentrazione solare, che le
stesse fetenti associazioni elencate contrastano attivamente da quasi
venti anni, con la scusa che "occuperebbero" troppo terreno agricolo.

E' questo e' un altro esempio della logica arretrata di tale
associanismo egoista fino alla perversione economica e politica.

> Mettendo del tutto fuori mercato la nostra produzione. Puo' essere?

O forse la "nostra" produzione si inserira nella nicchia di mercato
dei prodotti di alta fascia.

> Il Canada produce molto piu' di noi.

Improbabile: sono solo 35 milioni, di cui ci sono piu' bambini che
da noi. Ha consultato delle informazioni oppure e' andato a naso ?

> Sono ricchi di terra e acqua, e non vanno tanto per il sottile
> con i fitofarmaci.

Per quale ragione dovrebbero usarli ? (costano)
Hanno una agricoltura estensiva, e da che mondo e mondo,
i fitofarmaci diventano necessari piu' nelle coltura
intensiva, come quella italiana.
Ha consultato informazioni fattuali oppure e' andato a naso ?

Io le propongo questo:

<http://www.qualitaesvilupporurale.it/in-evidenza/art000031/sentenza-sull-uso-dei-fitofarmaci-in-agricoltura>

<http://web.archive.org/web/20150208032245/http://www.qualitaesvilupporurale.it/in-evidenza/art000031/sentenza-sull-uso-dei-fitofarmaci-in-agricoltura>

Tra l'altro il Canada non sono gli Stati Uniti.
Il canadese e' anzi preso in giro negli Stati Uniti perche'
"troppo preoccupato per l'ambiente" e "troppo serioso" rispetto
alle esagerazioni goderecci tipiche del vivere USA.

<https://www.canada.ca/en/health-canada/services/consumer-product-safety/reports-publications/pesticides-pest-management/fact-sheets-other-resources/regulation-pesticides.html>

<http://web.archive.org/web/20170907101841/https://www.canada.ca/en/health-canada/services/consumer-product-safety/reports-publications/pesticides-pest-management/fact-sheets-other-resources/regulation-pesticides.html>

Naturalmente la questione e' capire se tale regolamento e' solo fumo
agli occhi o veramente efficace e migliore di quello italiano.

A questo temo per l'Italia settentrionale c'e' gia' una risposta
per chi apre gli occhi ed il cervello. E' da oltre venti anni che dove
abito sono scomparsi girini nelle pozzanghere occasionali.
Quando ero giovane, dopo una intensa pioggia torrenziale estiva, le
pozzanghere piu' profonde che si formavano (almeno una decina di cm di
profondita') e che quindi duravano piu' giorni, si riempivano nel giro
di una settimana di girini.

Dubito invece che i bambini di oggi abbiano mai visto un girino dal
vivo. Cosa c'entra con i fitofarmaci in agricoltura ?
Che gli anfibi sono particolarmente sensibili ai fitofarmaci, con una
mortalita' del 100% anche a concentrazioni basse. Sono un po' come il
canarino da miniera che i minatori portavano con se, per individuare
concentrazioni di sostanza tossiche: il canarino moriva prima che i
minatori cominciassero a stare male (e smetteva di cantare, segnalando
l'allarme con il suo "silenzio").

In Canada invece, la concentrazione ambientale di fitofarmaci non e'
cosi' alta da avere "sterilizzato" dagli anfibi anche i giardini
domestici.
carletto 21 Set 2017 18:47
"Roberto Deboni DMIsr" <news@*****isienergie.it> ha scritto

> Una Italia di 60 milioni di residenti su 300'000 kmq di cui una
> fetta considerevole montuosa *deve* importare cereali.
> Ci mancano qualcosa come 100'000 kmq di fertile pianura per una
> produzione autarchica di cereali.

L'autarchia dei cereali non c'entra una ******* dal momento che siamo
*anche* i principali esportatori di pasta.

> O forse la "nostra" produzione si inserira nella nicchia di mercato
> dei prodotti di alta fascia.

Ma lo sai, almeno, che solo una piccola parte della cosiddetta "produzione
d'eccellenza" italiana potra beneficiare del CETA (E ancora non e' ben
chiaro il criterio che determina chi e' dentro e chi e' *inappellabilmente*
fuori). Tutti gli altri se lo prenderanno in quel posto.
Finira' che loro mangeranno le nostre eccellenze (di alto costo e qualita')
e noi le loro "eccellenze".
Come del resto sta gia' accadendo da anni in ambito agroalimentare, sotto il
tuo naso, e non solo coi prodotti canadesi.

> Improbabile: sono solo 35 milioni, di cui ci sono piu' bambini che
> da noi. Ha consultato delle informazioni oppure e' andato a naso ?

Hanno la terra, l'acqua, e leggi permissive, molto piu' di noi.
Chemminghia c'entra quanti sono gli abitanti?

> Per quale ragione dovrebbero usarli ? (costano)

Perche' il lavoro costa ancora di piu'.
Non sei molto ferrato in agricoltura... o sbaglio?

> Hanno una agricoltura estensiva, e da che mondo e mondo,
> i fitofarmaci diventano necessari piu' nelle coltura
> intensiva, come quella italiana.
> Ha consultato informazioni fattuali oppure e' andato a naso ?

Si', sei proprio digiuno di agricoltura.

carletto
Bob Torello 21 Set 2017 18:53
"Erasmo da Rotterdam" <21710invalid@mynewsgate.net> ha scritto:
> http://www.repubblica.it/economia/2017/09/21/news/ceta_scheda_provvedime
> nti-176095790/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T2
>
> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>
>
>

Il mitico prodotto di qualità, ma poi la concorrenza la si fa sui
prezzi.

E gli italiani abboccano come *******
--
Intorno al 1963 in Italia si verificò un evento inaspettato.
Nasceva e cominciava ad ascendere il ******* di sinistra
[Sciascia]
Negli anni 2000 esplose come pandemia psicosociale [Bob]


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Morgan 21 Set 2017 22:24
Il 21/09/2017 18:53, Bob Torello ha scritto:
> "Erasmo da Rotterdam" <21710invalid@mynewsgate.net> ha scritto:
>> http://www.repubblica.it/economia/2017/09/21/news/ceta_scheda_provvedime
>> nti-176095790/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T2
>>
>> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
>> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
>> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>>
>>
>>
>
> Il mitico prodotto di qualità, ma poi la concorrenza la si fa sui
> prezzi.
>
> E gli italiani abboccano come ******* >

E' da un po' di tempo che al supermercato compro delle mele
bellissime a poco prezzo, anzi le ho comprate solo due volte
perchè viste di fuori sono belle e invogliano all'acquisto, ma
poi a casa dopo due-tre giorni diventano nere dentro. E' strano,
la buccia rimane lucida e sana, ma dentro sembra si formi catrame.
Penso che abbiano inventato una nuova diavoleria di conservazione,
ma forse no l'hanno ancora messa a punto del tutto.
Comunque, che gli venga un accidente, secco e preciso.


--
Roberto Deboni DMIsr 22 Set 2017 07:46
On 21/09/17 18:47, carletto wrote:
> "Roberto Deboni DMIsr" <news@*****isienergie.it> ha scritto
>
>> Una Italia di 60 milioni di residenti su 300'000 kmq di cui una
>> fetta considerevole montuosa *deve* importare cereali.
>> Ci mancano qualcosa come 100'000 kmq di fertile pianura per una
>> produzione autarchica di cereali.
>
> L'autarchia dei cereali non c'entra una ******* dal momento
> che siamo *anche* i principali esportatori di pasta.

Ragiona come un contadino. Se l'Italia e' il principale
esportatore di pasta (al mondo ?), il fabbisogno nazionale
di cereali aumenta proporzionalmente. Quindi, non ci
basterebbero neanche altri 100'000 kmq.
Ben vengano le importazioni di frumento, perche' un paese
fatto di persone intelligenti (e non familisti amorali)
capisce che la materia prima di un prodotto che esporta
conviene sempre acquistarla (qualora quello nazionale non
basti, e su questo non ci piove) perche' il valore aggiunto
grazie alla trasformazione e' tutto "grasso che cola".

>> O forse la "nostra" produzione si inserira nella nicchia di
>> mercato dei prodotti di alta fascia.
>
> Ma lo sai, almeno, che solo una piccola parte della cosiddetta
> "produzione d'eccellenza" italiana potra beneficiare del CETA

Si stava parlando della pasta ?

> (E ancora non e' ben chiaro il criterio che determina chi e'
> dentro e chi e' *inappellabilmente* fuori).

Non "chi", ma quali prodotti e non e' un segreto:

<http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/index_it.htm>
<http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10973-2016-INIT/it/pdf>
<http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/ceta-chapter-by-chapter/index_it.htm>

Ecco l'elenco dettagliato:

<http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10973-2016-ADD-2/it/pdf#page=2>
<http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10973-2016-ADD-2/it/pdf#page=16>

A proposito, i prodotti di marca, specialmente le marche
prestigiose, sono quelle che trovano un grande vantaggio.
Lo sapeva, ad esempio, che negli Stati Uniti agli italiani
non e' possibile usare il marchio "Prosciutto di Parma" ?
Grazie alla CETA, almeno in Canada il prodotto americano
non potra' piu' essere venduto con il nome "Parma".
Una lunga lista di formaggi a localizzazione geografica,
a denominazione d'origine controllata, di tutta Europa,
anche dell'Italia, ha finalmente ottenuto la piena tutela
nel mercato canadese, quando prima sopportava una feroce
concorrenza da imitazioni dei marchi.

Dove non c'e' stato accordo, ad esempio l'uso di ormoni della
crescita per la carne, il CETA non tocca le barriere normative
europee, che continuano a proibire la vendita di carne da GH.
Anche il prodotti di GMO non sono affrontati dal CETA.

Il CETA ha anche interesse per chi vuole visistare il
Canada, perche' gli europei avranno le frontiere aperte
(le ultime a ricevere il beneficio sono la Repubblica
Ceca, e dovrebbero seguire Bulgaria e Romania a breve).

> Tutti gli altri se lo prenderanno in quel posto.

C'e' chi piangera' e sono quelli che lottano contro le estensioni
dei diritti di copyright (durata ad ambito). Il CETA e' ben piu'
di un accordo agricolo, ed anche per questo quattro latifondisti
italiani questa volta non hanno alcuna speranza.
Preciso che ci sono cose che non mi piacciono, ma come al solito,
che chi piange per le ragioni sbagliate un accordo che ha altri
problemi. Forse si vuole proprio distrarre ?

> Finira' che loro mangeranno le nostre eccellenze (di alto costo
> e qualita') e noi le loro "eccellenze".

Se e' quello che lei vuole.
Io per esempio, sono uno che guarda sempre la provenienza
del cibo che acquisto. Come fa anche qualsiasi americano.
Forse anche gli italiani dovrebbero farlo, ma ho la
sensazione che molti italiani lo facciano, e da sempre.

> Come del resto sta gia' accadendo da anni in ambito
> agroalimentare, sotto il tuo naso,

Sotto il mio naso ? Se intende che leggo l'origine e
scarto se non mi piace ?

> e non solo coi prodotti canadesi.

A me risulta che l'accordo e' fatto solo con il Canada.

>> Improbabile: sono solo 35 milioni, di cui ci sono piu' bambini
>> che da noi.
>> Ha consultato delle informazioni oppure e' andato a naso ?
>
> Hanno la terra, l'acqua, e leggi permissive, molto piu' di noi.

Leggi permissive ?

Se si riferisce alla democrazia, certamente, e' notorio.
Del resto e' un paese in cui la meta' degli ******* ha un
titolo di stu***** del terzo livello (universitario).

Se si riferisce alla sicurezza alimentare e non, dovrebbe
citare fonti, perche' questa permissivita' non risulta.
Sicuro di non fare confusione con gli Stati Uniti ?
Molti americani ricevono brutte sorprese alla dogana
canadese, qualche motivo ci sara' ...

> Chemminghia c'entra quanti sono gli abitanti?

Moderi il linguaggio; il numero di abitanti c'entra,
specialmente quelli nel settore agricolo, perche' limita
la capacita' di produrre.

>> Per quale ragione dovrebbero usarli ? (costano)
>
> Perche' il lavoro costa ancora di piu'.

Quale lavoro sarebbe quello che sostituisce
i fitofarmaci ?

> Non sei molto ferrato in agricoltura... o sbaglio?

Chiedo, vediamo cosa mi risponde.

>> Hanno una agricoltura estensiva, e da che mondo e mondo,
>> i fitofarmaci diventano necessari piu' nelle coltura
>> intensiva, come quella italiana.
>> Ha consultato informazioni fattuali oppure e' andato a naso ?
>
> Si', sei proprio digiuno di agricoltura.

Ed allora ci spieghi il mio errore.
Vediamo cosa risponde.
Bob Torello 22 Set 2017 08:20
Roberto Deboni DMIsr <news@*****isienergie.it> ha scritto:
> ).
>
> Una Italia di 60 milioni di residenti su 300'000 kmq di cui una
> fetta considerevole montuosa *deve* importare cereali.
> Ci mancano qualcosa come 100'000 kmq di fertile pianura per una
> produzione autarchica di cereali.
>

Evidentemente lei disconosce le finalità di questi accordi.
Essi non servono a porre ad una autoarchia che sta solo nella
mente degli ignoranti, servono ad impedire la possibilità che uno
Stato ponga dei limiti alle importazioni da un altro paese.


Contrariamente a quel che si vuol far credere non da maggiore
libertà ma ne vieta una: quella di chiudere la porta ad un certo
tipo di importazioni.

L'abuso del concetto di libertà ha raggiunto livelli stratosferici.
Domani ci faranno credere che togliere la porta di casa ci
garantisca maggiore libertà. Ridicolo.

--
Intorno al 1963 in Italia si verificò un evento inaspettato.
Nasceva e cominciava ad ascendere il ******* di sinistra
[Sciascia]
Negli anni 2000 esplose come pandemia psicosociale [Bob]


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Shylock 22 Set 2017 08:26
On Friday, September 22, 2017 at 10:20:15 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
[...]
> Contrariamente a quel che si vuol far credere non da maggiore
> libertà ma ne vieta una: quella di chiudere la porta ad un certo
> tipo di importazioni.

un po' come dire che dare la liberta' di stampa e' vietare la liberta' di
censurare.

una vacanzetta no eh?
Bob Torello 22 Set 2017 08:31
Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
> On Friday, September 22, 2017 at 10:20:15 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
> [...]
>> Contrariamente a quel che si vuol far credere non da maggiore
>> libertà ma ne vieta una: quella di chiudere la porta ad un certo
>> tipo di importazioni.
>
> un po' come dire che dare la liberta' di stampa e' vietare la liberta' di
censurare.
>
> una vacanzetta no eh?
>
O come dire che condannare la diffamazione riduce la libertà di
stampa.

--
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Bob Torello 22 Set 2017 08:40
Bob Torello <rb1997it@yahoo.it> ha scritto:
> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>> On Friday, September 22, 2017 at 10:20:15 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>> [...]
>>> Contrariamente a quel che si vuol far credere non da maggiore
>>> libertà ma ne vieta una: quella di chiudere la porta ad un certo
>>> tipo di importazioni.
>>
>> un po' come dire che dare la liberta' di stampa e' vietare la liberta' di
censurare.
>>
>> una vacanzetta no eh?
>>
> O come dire che condannare la diffamazione riduce la libertà di
> stampa.
>
ma il punto cruciale non è neanche questo.
La questione veramente grave nasce dal sentire pseudoesperti
raccontare i*****zie tipo:
Noi c'abbiamo bisogno di importare dal Canada, non possiamo fare
gli autarchici.
Quindi abbiamo bisogno del CETA.

Queste cretinate sono propalate dai media, i pseudoesperti ci
costruiscono sopra castelli di chiacchiere senza notare che i
presupposti su cui basano i loro ragionamenti sono totalmente
errati


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Shylock 22 Set 2017 09:02
On Friday, September 22, 2017 at 10:31:50 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>> On Friday, September 22, 2017 at 10:20:15 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>> [...]
>>> Contrariamente a quel che si vuol far credere non da maggiore
>>> libertą ma ne vieta una: quella di chiudere la porta ad un certo
>>> tipo di importazioni.
>>
>> un po' come dire che dare la liberta' di stampa e' vietare la liberta' di
censurare.
>>
>> una vacanzetta no eh?
>>
> O come dire che condannare la diffamazione riduce la libertą di
> stampa.

o come dire, che condannare l'orzaiolo reduce la liberta' di infezione.
Shylock 22 Set 2017 09:03
On Friday, September 22, 2017 at 10:40:18 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
[...]
> Noi c'abbiamo bisogno di importare dal Canada, non possiamo fare
> gli autarchici.
> Quindi abbiamo bisogno del CETA.

guarda che se non vuoi comprare roba canadese, non ti obbliga nessuno eh.
Bob Torello 22 Set 2017 09:06
Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
> On Friday, September 22, 2017 at 10:40:18 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
> [...]
>> Noi c'abbiamo bisogno di importare dal Canada, non possiamo fare
>> gli autarchici.
>> Quindi abbiamo bisogno del CETA.
>
> guarda che se non vuoi comprare roba canadese, non ti obbliga nessuno eh.
>
******* si sta parlando di commercio internazionale


--
Intorno al 1963 in Italia si verificò un evento inaspettato.
Nasceva e cominciava ad ascendere il ******* di sinistra
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Bob Torello 22 Set 2017 09:07
Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
> On Friday, September 22, 2017 at 10:31:50 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>>> On Friday, September 22, 2017 at 10:20:15 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>>> [...]
>>>> Contrariamente a quel che si vuol far credere non da maggiore
>>>> libert? ma ne vieta una: quella di chiudere la porta ad un certo
>>>> tipo di importazioni.
>>>
>>> un po' come dire che dare la liberta' di stampa e' vietare la liberta' di
censurare.
>>>
>>> una vacanzetta no eh?
>>>
>> O come dire che condannare la diffamazione riduce la libert? di
>> stampa.
>
> o come dire, che condannare l'orzaiolo reduce la liberta' di infezione.
>

O come dire che farti comprare cose che non vorresti comprare
aumenta il tuo grado di libertà.

--
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Shylock 22 Set 2017 09:17
On Friday, September 22, 2017 at 11:06:05 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>> On Friday, September 22, 2017 at 10:40:18 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>> [...]
>>> Noi c'abbiamo bisogno di importare dal Canada, non possiamo fare
>>> gli autarchici.
>>> Quindi abbiamo bisogno del CETA.
>>
>> guarda che se non vuoi comprare roba canadese, non ti obbliga nessuno eh.
>>
>
> ******* si sta parlando di commercio internazionale

ok, quindi, secondo te, I canadesi porteranno roba in italia semplicemente per
fargli cambiare aria, non per venderla.

interessante. hai provato a spiegarlo al tuo medico di famiglia?
Shylock 22 Set 2017 09:19
On Friday, September 22, 2017 at 11:08:02 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
[...]
> O come dire che farti comprare cose che non vorresti comprare
> aumenta il tuo grado di libertą.

puo' darsi, ma finora, e di anni ne ho 42, non ho mai incontrato nessuno che mi
abbia costretto a comprare qualcosa che non volessi.

se mi dici dov'e' questo posto infestato da costringitori di compratori, ti
ringrazio, perche' intendo tenermene alla larga.
Bob Torello 22 Set 2017 09:21
Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
> On Friday, September 22, 2017 at 11:06:05 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>>> On Friday, September 22, 2017 at 10:40:18 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>>> [...]
>>>> Noi c'abbiamo bisogno di importare dal Canada, non possiamo fare
>>>> gli autarchici.
>>>> Quindi abbiamo bisogno del CETA.
>>>
>>> guarda che se non vuoi comprare roba canadese, non ti obbliga nessuno eh.
>>>
>>
>> ******* si sta parlando di commercio internazionale
>
> ok, quindi, secondo te, I canadesi porteranno roba in italia semplicemente per
fargli cambiare aria, non per venderla.
>
> interessante. hai provato a spiegarlo al tuo medico di famiglia?
>

Ho capito. Stai cercando di buttare la discussione in vacca
semplicemente perché ho messo in luce l'inghippo che ti preme
tanto difendere

Statti buono, troll di ******* Ti auguro il peggio che ti possa accadere

--
Intorno al 1963 in Italia si verificò un evento inaspettato.
Nasceva e cominciava ad ascendere il ******* di sinistra
[Sciascia]
Negli anni 2000 esplose come pandemia psicosociale [Bob]


----Android NewsGroup Reader----
http://usenet.sinaapp.com/
Shylock 22 Set 2017 09:27
On Friday, September 22, 2017 at 11:21:23 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>> On Friday, September 22, 2017 at 11:06:05 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>>> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>>>> On Friday, September 22, 2017 at 10:40:18 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>>>> [...]
>>>>> Noi c'abbiamo bisogno di importare dal Canada, non possiamo fare
>>>>> gli autarchici.
>>>>> Quindi abbiamo bisogno del CETA.
>>>>
>>>> guarda che se non vuoi comprare roba canadese, non ti obbliga nessuno eh.
>>>>
>>>
>>> ******* si sta parlando di commercio internazionale
>>
>> ok, quindi, secondo te, I canadesi porteranno roba in italia semplicemente
per fargli cambiare aria, non per venderla.
>>
>> interessante. hai provato a spiegarlo al tuo medico di famiglia?
>>
>
> Ho capito. Stai cercando di buttare la discussione in vacca
> semplicemente perché ho messo in luce l'inghippo che ti preme
> tanto difendere

l'inghippo sarebbe?
Napo 22 Set 2017 10:46
Il 21/09/17 17:00, Erasmo da Rotterdam ha scritto:
> http://www.repubblica.it/economia/2017/09/21/news/ceta_scheda_provvedime
> nti-176095790/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T2
>
> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>
>

Grande mercato ?
In Italia le aziende agricole chiudono al ritmo di 100.000 ogni 5 anni,
fra un po' l'agricoltura italiana sarà un bel ricordo.
Ti faccio un solo esempio: nel 1980 un Kg di pesche venivano pagate al
produttore *1200* lire al Kg. Oggi pagano mediamente 25 cent. 500 lire.
Un quintale di grano al produttore viene pagato mediamente 16 euro,
considera che il contadino con qui soldi ci compra circa 4 Kg di pane.
Tre ettari a grano nel 2016 hanno dato un fatturato di 3900 euro.
Lavorazioni da terzi (se uno non ha i macchinari) 1500 euro.
Semente 750 euro
Diserbante e concimi 800 euro.
Totale 3050 / 3900 - 3050 = 850 e di qui togliamo la parte dello stato
che non è calcolata sul rimanente ma sul fatturato.
Alla fine non rimane niente.
Il produttore non può niente. Il prezzo delle pesche è di 20 cent al Kg
!!! Non va bene? Lasciale marcire sull'albero!!!!
Il prezzo per un'ora di lavoro di un operaio alla raccolta pesche è di
15,40 euro contributi compresi. Per pagare la sua ora servono 77 Kg di
pesche.
E tutto questo solo per la globalizzazione. Con questi bei accorti il
tutto peggiorerà ancora di più.
Non si tratta di sapere o meno inglese, tanto in una azienda agricola
italiana non andrà mai un commerciante straniero.
Tutto quello che produciamo qui viene consumato qui, anzi ne prendiamo
tanto dall'estero perché costa meno.
Napo 22 Set 2017 10:54
Il 22/09/17 09:17, Shylock ha scritto:
> On Friday, September 22, 2017 at 11:06:05 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>> Shylock <aalanakdula@gmail.com> ha scritto:
>>> On Friday, September 22, 2017 at 10:40:18 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
>>> [...]
>>>> Noi c'abbiamo bisogno di importare dal Canada, non possiamo fare
>>>> gli autarchici.
>>>> Quindi abbiamo bisogno del CETA.
>>>
>>> guarda che se non vuoi comprare roba canadese, non ti obbliga nessuno eh.
>>>
>>
>> ******* si sta parlando di commercio internazionale
>
> ok, quindi, secondo te, I canadesi porteranno roba in italia semplicemente per
fargli cambiare aria, non per venderla.
>
> interessante. hai provato a spiegarlo al tuo medico di famiglia?
>

Guarda che ci sono accordi che in pratica ci obbligano a prenderlo, anzi
già lo prendiamo e nemmeno poco.
http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2017/06/27/news/ferrara-il-grano-canadese-fa-infuriare-coldiretti-prezzi-dimezzati-1.15543000
http://www.corriere.it/economia/17_maggio_18/produrre-grano-non-conviene-piu-previsto-calo-109percento-italia-45b67416-3bd2-11e7-83da-130c74015a48.shtml

Prezzi attuali grano
http://www.fc.camcom.it *******
prezzi/Anticipazioni_del_Listino_prezzi_n_382017_del_18092017.pdf?DWN=15910

Continua pure a spararle senza sapere niente. Ti diverti con poco però!!!
felice_pago@yahoo.it 22 Set 2017 10:56
On Thursday, September 21, 2017 at 5:51:33 PM UTC+2, carletto wrote:
> "Erasmo da Rotterdam" <21710invalid@mynewsgate.net> ha scritto
>
>> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
>> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
>> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>
> O magari temono semplicemente che veniamo invasi dal prodotto canadese,
> cereali in testa (gia' ne importiamo, ma questo potrebbe essere il colpo di
> grazia).

a breve sara' obbligatorio indicare la provenienza dell grano
nella pasta

> Mettendo del tutto fuori mercato la nostra produzione. Puo' essere?

dici che anche loro avranno il chianti,
o 20.000 vacche pezzate rosse,
per fare n milioni di tonnellate di grana/parma ?

oppure gli zebu per la la bresaolo dop della valtellona ?


> Il Canada produce molto piu' di noi. Sono ricchi di terra e acqua, e non
> vanno tanto per il sottile con i fitofarmaci.

beh spero che il trattato non annulli i controlli da fitofarmaci,
ogm antibiotici sar*****o


felicepago

zoo profilattico
,
Shylock 22 Set 2017 10:58
On Friday, September 22, 2017 at 12:54:44 PM UTC+4, Napo wrote:
[...]
http://www.fc.camcom.it *******
prezzi/Anticipazioni_del_Listino_prezzi_n_382017_del_18092017.pdf?DWN=15910
>
> Continua pure a spararle senza sapere niente. Ti diverti con poco però!!!

e quindi?
Shylock 22 Set 2017 10:58
On Friday, September 22, 2017 at 12:56:26 PM UTC+4, felic...@yahoo.it wrote:
> On Thursday, September 21, 2017 at 5:51:33 PM UTC+2, carletto wrote:
>> "Erasmo da Rotterdam" <21710invalid@mynewsgate.net> ha scritto
>>
>>> Invece di vedere l'opportunità di un grande mercato, Coldiretti teme per
>>> le piccole imprese che, forse, non parlando una parola d'inglese, non
>>> sanno da dove iniziare per vendere il loro prodotto di qualità.
>>
>> O magari temono semplicemente che veniamo invasi dal prodotto canadese,
>> cereali in testa (gia' ne importiamo, ma questo potrebbe essere il colpo di
>> grazia).
>
> a breve sara' obbligatorio indicare la provenienza dell grano
> nella pasta

voglio vedere appena sara' obbligatorio indicare quello nella pizza, che senza
il grano canadese non esisterebbe.
felice_pago@yahoo.it 22 Set 2017 11:00
On Friday, September 22, 2017 at 10:58:57 AM UTC+2, Shylock wrote:

> voglio vedere appena sara' obbligatorio indicare quello nella pizza, che senza
il grano canadese non esisterebbe.

beh non esagerioamo,
vorra' dire che ne mangeremo di meno,
la pagheremo di piu' e ne esporteremo di meno


felicepago

silos
.
Shylock 22 Set 2017 11:02
On Friday, September 22, 2017 at 1:00:56 PM UTC+4, felic...@yahoo.it wrote:
> On Friday, September 22, 2017 at 10:58:57 AM UTC+2, Shylock wrote:
>
>> voglio vedere appena sara' obbligatorio indicare quello nella pizza, che
senza il grano canadese non esisterebbe.
>
> beh non esagerioamo,
> vorra' dire che ne mangeremo di meno

mi spiego meglio: sai perche' la farina della pizza si chiama "manitoba"?
Napo 22 Set 2017 11:03
Il 22/09/17 09:19, Shylock ha scritto:
> On Friday, September 22, 2017 at 11:08:02 AM UTC+4, Bob Torello wrote:
> [...]
>> O come dire che farti comprare cose che non vorresti comprare
>> aumenta il tuo grado di libertą.
>
> puo' darsi, ma finora, e di anni ne ho 42, non ho mai incontrato nessuno che
mi abbia costretto a comprare qualcosa che non volessi.
>
> se mi dici dov'e' questo posto infestato da costringitori di compratori, ti
ringrazio, perche' intendo tenermene alla larga.
>

Mai visti nemmeno io!!!
Ma non sono io che decido dove deve andare a comprare la frutta o il
grano il commerciante.
Lo sai che nella pasta fatta in Italia il 30% di cui è fatta è grano
proveniente dall'estero.
Quindi se voglio la pasta compro grano estero involontariamente.
E la frutta pensi sia tutta italiana ?
Il 50% proviene dall'estero e spesso anche quando scrivono provenienza
Itala, tanto vai a riconoscere un'arancia del Sud Africa da quella italiana.
http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/09/ue-accordo-con-sudafrica-duro-colpo-alle-arance-calabresi-e-siciliane-001127025.html
Non ho deciso io di fare accordi con il Sud Africa.
Napo 22 Set 2017 11:03
Il 22/09/17 10:58, Shylock ha scritto:
> On Friday, September 22, 2017 at 12:54:44 PM UTC+4, Napo wrote:
> [...]
> http://www.fc.camcom.it *******
prezzi/Anticipazioni_del_Listino_prezzi_n_382017_del_18092017.pdf?DWN=15910
>>
>> Continua pure a spararle senza sapere niente. Ti diverti con poco però!!!
>
> e quindi?
>

Lo sapevo che rispondevi così. Non sai cosa rispondere come tuo solito!!!
felice_pago@yahoo.it 22 Set 2017 11:04
On Friday, September 22, 2017 at 11:02:06 AM UTC+2, Shylock wrote:
> On Friday, September 22, 2017 at 1:00:56 PM UTC+4, felic...@yahoo.it wrote:
>> On Friday, September 22, 2017 at 10:58:57 AM UTC+2, Shylock wrote:
>>
>>> voglio vedere appena sara' obbligatorio indicare quello nella pizza, che
senza il grano canadese non esisterebbe.
>>
>> beh non esagerioamo,
>> vorra' dire che ne mangeremo di meno
>
> mi spiego meglio: sai perche' la farina della pizza si chiama "manitoba"?

pure nel 1700 ?
ma anche nel 1600 si faceva la pizza sai !

a casa mia si chiama doppio zero
al massimo zero


felicepago

manitu
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