La tutela del consumatore
 

Quello che i risorti fascisti non vi dicono sulla Catalonia

Roberto Deboni DMIsr 5 Ott 2017 16:00
Perche' la stampa/media maggiore italiana non dicono
"tutta" la vicenda ?

Eppure non e' difficile fare la ricerca. Io l'ho fatta
perche' mi sembrava strana una talmente forte
partecipazione popolare. Per aiutarvi a comprendere
la portata: cosa pensereste se 20 milioni di italiani
uscissero dalle proprie abitazioni per una organizzata
disobbedienza civile, presidiando piazze e scuole,
a dispetto di manganelli e financo palottole di gomma ?

Ho sempre considerato che la maggioranza della popolazione
in una democrazia (e la Spagna, per quanto imperfetta, lo
e') e' tendezialmente tra il pacifico ed il menefreghista.
In piazza scendono e si attivano, in un paese come l'Italia
ovvero su 60 milioni di abitanti, al massimo 1 milione
nei casi piu' gravi. Eppure ne sono scesi 20 milioni
(sto faccendo la proporzione), con anche i bambini in
braccio! Molto strano, deve essere successo qualcosa di
grave, di inaudito. Che state nascondendo, signori miei.

[Lunga premessa storica - se volete saltate alla
linea che taglia l'intervento piu' in basso]

Quindi urge acquisire informazioni. E gia' leggendo
la stampa estera, si nota quanto evidenziano anche loro
che un "sizeable chunk" della popolazione e', seppure
pacificamente, "insorta". E questo significa in una
democrazia, ovvero un regime che non puo' usare metodi
sovietici (e per questo anche l'apologia del comunismo
dovrebbe essere considerato un reato, quanto quella del
fascismo) o fascisti, che un tentativo autoritario e'
destinato a fallire. Lo ha insegnato Gandhi. E se avete
seguito la vicenda, capite perche': non ci sono
abbastanza forze poliziesche per ostacolare un tale
numero di manifestanti usando solo metodi non letali.

Spagna si e' formata come stato nel XV secolo, ma non ha
mai cessato di essere uno stato multinazionale. Abbiamo
le comunita' Basca (chi si ricorda la sanguinosa campagna
dell'ETA contro i fascisti dal 1959 ?), Catalana, Galizia,
etc. Fino all'800, il tipico regime monarchico/centralista
(tanto piu' quello brutale dei primi tempi dell'impero
spagnolo) tenne insieme l'unita' con un pugno di ferro.
Ma quando dalla fine dell'800 si fanno largo idee
politiche che portano alla dissoluzione del potere dei
monarchi e delle aristocrazie centraliste, rinascono
sentimenti di appartenenze diverse, in un certo senso in
una direzione opposta di quello che avveniva (o veniva
imposto dal potere sabaudo ? ricordiamoci che la storia
dei nostri libri scolastici e notevolmente distorta
nella descrizione del periodo della unificazione) in Italia.

Appena la Spagna divenne una repubblica, le regioni
Basca, Catalana e Galizia chiessero ed ottenero'
statuti speciali da regioni autonome. Notare che in Italia
negli stessi anni, l'unica nozione era quello di uno
stato fortemente centralizzato di stile napoleonico
con prefetti distribuiti uniformemente nel territorio
ad esercitare un capillare controllo dell'ordine
pubblico (in sostanza reprimendo assiduamente e
rapidamente qualsiasi aspirazione che poteva portare
a richieste di sussidiarita' dei poteri, ad
autonomia, anche solo limitate a poche materie).

Tutto questo finisce con la dittatura di Franco,
che non solo revoca le autonomie, ma avvia una dura
persecuzione delle identita' multinazionali. Per
intenderci, come Mussolini ha fatto in Alto-Adige,
ma anche deportando Veneti nel Lazio, e cosi' via.
Baschi, Catalani e Galiziani dovettero cambiare i
cognomi ed i nomi in modo che seguissero la pronuncia
e dizione Castigliana. Ma sotto-sotto, la cultura
multinazionale venne custodita' nell'interno delle
famiglie.

Poi muore Franco ed alla fine degli anni '70 la Spagna
diventa una democrazia, che si trovo' subito a dovere
affrontare la questione multinazionale. La soluzione
scelta e' stata quella di uno stato semi-federale,
con 17 comunita' autonome, incluse la nazione Basca,
la Catalonia e la Galizia. Sono state recuperate le
relativi culture, sono riapparsi i nomi delle
nazionalita' represse dal fascismo, ripristinata
la toponomastica oriunda, etc. Insomma, queste
comunita' hanno sempre pensato di essere diversi dalla
Spagna e dagli Spagnoli (che in sostanza sono i
"castigliani" ovvero anche loro una comunita' senza
una particolare identita' che quella del predominio
militare e politico sulle altre, per alcuni secoli).
Questa situazione e' esattamente speculare a quella
in Italia, e spiega come mai il desiderio di
indipendenza dei Veneti, ed ancora minore, quella
dei Lombardi, appare cosi' flebile, piu' di facciata,
a parte una piccola minoranza.

Molta parte degli scontri, piu' sanguinosi della
guerra civile furono sul territorio catalano, che al
tempo era una roccaforte repubblicana.
Questo ha lasciato uno strascico di o*****, poi diluito
in forte antipatia dei catalani verso gli spagnoli.

-------------------------------------------------

La morta di Franco non ha fatto sparire i fascisti
o monarchici, che rappresentano la conservazione in
Spagna. E costoro non hanno mai accettato la natura
multinazionale (evidente anche nella dura repressione
franchista) della Spagna ed hanno sempre spinto per
annullare la forma federata e le autonomie regionali
o nazionali (Basca, Catalana, Galizia).

Ed ora, fatte molta attenzione, perche' arriva la parte
che ha indignato e scatenato la disobbedienza civile in
Catalonia.

Nel 2003 la Catalonia chiede di aggiornare la sua
Costituzione regionale. Al governo abbiamo Zapatero
ed il PSOE, un vero partito di sinistra-libertaria
(non come il fascismo del PD italiano di Renzi).
Viene passata una nuova versione dello statuto e
sottoposto al Parlamento spagnolo che lo approva nel 2006.
Tutto e' andato liscio, contenta la Catalonia, nulla
da eccepire da parte del governo e parlamento
spagnolo. Notare che in questo nuovo statuto la
Catalonia e' definita una "nazione" (seguendo
l'esempio storico dei baschi).

<http://web.gencat.cat/en/generalitat/estatut/estatut2006/>

<http://web.archive.org/web/20170401025925/http://web.gencat.cat/en/generalitat/estatut/estatut2006/>

in basso a destra nella pagina trovate anche la
traduzione in ******* italiana.

Fascisti e monarchici, ovvero i conservatori, non volero
mai accettare tale stato delle cose, anche se ormai la
faccenda era chiusa. Notare che era in vigore la regola
per cui "ogni modifica statutaria" richiedeva una
duplica approvazione: quella della Spagna e quella
della comunita' autonoma. Non era possibile/prevista
alcuna decisione unilaterale da parte della Spagna.

Ma i conservatori trovarono un grimaldello nel presentare
una istanza alla Corte Costituzionale, dominata da forti
sentimenti conservatori, che nel giugno 2010 ha dichiarato
anti-costituzionale parti fondamentali dello statuto
della Catalonia. Su 223 articoli ne sono stati cancellati
14 tagliati 27.

La reazione in Catalonia fu immediata, molti erano
fuoriosi. Fu considerata una azione illegale, e
personalmente condivido, perche' si e' trattato di una
interferenza del potere giudiziario sopra quello
politico di ben due Parlamenti. Vi immaginate una
Corte Costituzionale che va a riscrivere la Costituzione
Italiana ? Non se mai visto in alcun paese al mondo
che le corti costituzionali vadano a riscrivere una
costituzione (la legge delle leggi) !!!
Solo fascisti e monarchici (quindi non democratici)
potrebbero concepire una nozione del genere.
La popolazione catalana aveva il sospetto che un
"governo ombra" stesse cercando di riportare la
struttura dello stato alla forma centralista franchista.


Se guardiamo i risultati elettorali, l'effetto e' stato
drammatico:

Elezioni 2003 2006 2010 2012 2015
---------------------------------------------
Centro destra 30,9% 31,5% 38,4% 30,7% 39,6%
Socialisti 31,2% 26,8% 18,4% 14,4% 12,7%
Autonomisti 16,4% 14,0% 7,0% 13,0% -
Conservatori 11,9% 10,7% 12,4% 13,0% 8,5%
Verdi 7,3% 9,5% 7,4% 9,9% 8,9%
Pro-Madrid 7,6% 17.9%

E' apparso un partito pro-centralismo che ha
mangiato voti ai conservatori ed ai socialisti.
E gli autonomisti sono confluiti nel partito
principale al governo, che ha preso una
posizione totalmente indipendentista,
cumulando cosi' una distaccante maggioranza
del 40%. I pro-Madrid non arrivano neanche
al 20%.

Attualmente i sondaggi indicano una percentuale
della popolazione (quindi calcolato su tutto
l'elettorato, non solo chi ha votato) che va
dal 40% al 50% decisamente indipendentisti.
Questo e' formato da tutti gli strati sociali
e politici, dal panettiere cattolico dei
piccoli villaggi al commercialista di Barcellona.
Dal nord-africano immigrato 20 anni fa, che si
sente al 100% Catalano, senza alcun sentimento
verso la Spagna, all'attivista di sinistra
che crede che l'unico modo per raggiungere
maggiore equita' e giustizia sociale e' di
avere una repubblica piu' piccola e gestibile
in Catalonia (credo che Lombardia, Veneto e
Piemonte dovrebbero ragionare seriamente su
questa linea, perche' il meri*****ne sta impestando
tutta l'Italia con una cultura di governo
autoritaria, centralista e conservatrice al
limite del fascismo).
Ovviamente i monarchici e l'estrema destra sono
decisamente pro Madrid, contro la secessione.

Riguardo alla veridicita' dei risultati, va ricordato
che c'e' stato un primo referendum "non vincolante"
(era stato reso "non vincolante" ancora una volta
dall'intervento della Corte Costituzionale) nel
2014, tenuto regolarmente, ed i risultati sono
omogenei.

Il governo catalano inizialmente ha cercato
una mediazione, ma quando il 21 dicembre 2011,
nel Parlamento spagnolo, il potere e' passato ai
conservatori (Rajoy, 44,6%) le possibilita' si sono
ridotte a zero.
Nelle elezioni del 2015, i conservatori
crollano al 28,7%, con un modesto recupero al 33%
nel 2016, cedendo i voti al partito pro-Madrid
(13,9%, poi 13,1% nel 2016).
E nel 2015 un movimento autonomista
prende 9 seggi (2,4%) nel parlamento spagnolo
con un consenso che sale al 2,7% nel 2016.

In altre parole Rajoy e' oggi un primo ministro
di un governo di minoranza, quindi recepito come
politicalmente debole. A mio parere la dura e
controproducente reazione poliziesca e' proprio
conseguenza di questa "debolezza".

Ora, chi e' che e' stato illegale ?
Catalogna o la Spagna ?
Korben Dallas 5 Ott 2017 16:23
Il 05/10/2017 16:00, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> Catalogna o la Spagna ?

La Catalogna, non c'è nemmeno il beneficio del dubbio.
Si è unita alla monarchia dal 1700.
Ha ottenuto i poteri di regione autonoma.
Ha beneficiato degli investimenti dallo stato centrale per lo sviluppo
dell'economia nel dopo-Franco.
Non ha mai, in nessun sondaggio, o consultazione raggiunto la
maggioranza assoluta degli indipendentisti.
Ora per ragioni politiche (governo catalano che si regge sull'astensione
dei socialisti) ed economici parla di indipendenza sulla pelle della gente.
Sta per emettere un atto assolutamente illegale verso il governo
centrale e assolutamente indemocratico verso il suo stesso popolo.

Detto questo, uno stato non può permettersi di manganellare la gente per
strada.

Una riflessione tecnica poi sul parallelismo Catalogna,
Lombardo-Veneto... ma ROTFL.
Roberto Deboni DMIsr 6 Ott 2017 03:40
On 05/10/17 16:23, Korben Dallas wrote:
> Il 05/10/2017 16:00, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> Catalogna o la Spagna ?
>
> La Catalogna, non c'è nemmeno il beneficio del dubbio.
> Si è unita alla monarchia dal 1700.

A quale evento si riferisce ?

> Ha ottenuto i poteri di regione autonoma.

A quale periodo si riferisce ?

> Ha beneficiato degli investimenti dallo stato centrale per lo sviluppo
> dell'economia nel dopo-Franco.

Pagati con una cifra maggiore di proventi fiscali
provenienti dalla Catalonia.

> Non ha mai, in nessun sondaggio, o consultazione raggiunto la
> maggioranza assoluta degli indipendentisti.

Lei cio' ragiona secondo la logica del "quorum referendario" ?
Guardi che e' una logica che esiste solo in Italia e pochi
altri paesi "piu' o meno" democratici.
Cassato, perche' ovviamente "oppinabile".
Il fatto di dare un tale peso a chi e' neutrale/indifferente
al tema favorisce gli incombenti ed i demagoghi (quelli che
si prendono gli astenuti come se fossero "parte dei no").
Se il referendum e' privo di quorum si frega quelli dello
s*****o gioco antidemocratico dell'astensionismo. Se sono
contrari ad una proposta, si dovranno alzare dalla sedia,
senza piu' potersi nascondere dietro agli ignavi/indifferenti.
Osservo che i paesi in cui alla partecipazione al voto si
da' soverchia importanza, fino ad "ottenere" partecipazioni
plebiscitarie (fino al 98% ...) sono sempre paesi, democratici
in apparenza, ma fortemente anti-liberatari (come la DDR, o
il blocco sovietico, con elezioni con partecipazioni appunto
plebiscitarie ...).
Al contrario e' normale nei paesi universalmente considerati
cosi' democratici da essere stato appettiti dai migranti di
tutto il mondo, che la partecipazione al voto oscilli intorno
al 30-40%. Evidentemente c'e' qualcosa che non quadra tra
"partecipazioni maggioritarie" e "democrazia libertaria".

> Ora per ragioni politiche (governo catalano che si regge
> sull'astensione dei socialisti)

E per quale ragione i socialisti si stanno astenendo ?
Forse e' una ragione rilevante ?

> ed economici parla di indipendenza sulla pelle della gente.

I dati sono chiari: coloro che sono "contro" l'indipendenza
sono solo il 20% (e probabilmente, oltre a fascisti e
monarchici ci sono anche gli spagnoli trasferitisi durante
il periodo franchista). Coloro che sono a favore della
indipendenza fino al punto di mettersi in prima linea, con
i figli, passando ore al buio e sotto la pioggia, sfidando
manganelli e palattole di gomma, sono il 30% della popolazione
ed il 40% dell'elettorato. Non si tratta piu' di una questione
elettorale, ma di una rivolta pacifica che rischia, se i
fascio-monarchici a portarci una Venezuela/Romania anche in
Spagna, ovvero una rivolta sempre meno pacifica. E qui le
cose diventerebbero interessanti, perche' mentre il governo
venezuelano puo' fare quello che vuole, a parte qualche
sanzione economica, non sto se l'Unione Europea avra' lo
stomaco di sostenere una parti repressione in Spagna.
Un solo numero, con mezzi non letali, occorrono almeno
100 poliziotti ogni diecimila manifestanti per ottenere
un contenimento dell'ordine pubblico. Se i manifestanti
sono 2 milioni, significa che servono 20'000 poliziotti.
Un numero impensabile per un paese delle dimensioni della
Spagna. Mandare l'esercito ? Potrebbe diventare l'equivalente
di una dichiarazione di guerra, a fronte del quale le
centinaia di morti che la rivolta Basca (quella dell'ETA)
ha causato al franchismo diventerebbe poca roba.
Ma supponiamo che i conservatori siano cosi' folli
da assumere un tale numero di poliziotti, onde evitare
la provocazione dell'invio dell'esercito, dedicati ad un
cronico pattugliamento della Catalogna.
Una soluzione possibile per i cataloni e iniziare uno
sciopero ad oltranza, che significa un crollo delle entrate
fiscali dalla Catalonia, una soluzione pacifica, con effetti
dirompenti sulla nazione spagnola.

Guardi i seguenti numeri:

Popolazione castigliana e subordinata: 36'755'972
Nazione Basca: 2,189,534
Catalonia: 7,522,596

Perche' ho messo a parte la Nazione Basca ?
Perche' di fronte ad un conflitto istituzionale duro
verso la Catalonia, per le stesse ragioni per cui e'
stata per decenni focolaio di feroce terrorismo,
potrebbe scioperare per solidarieta' a fronte
dell'evidenza di restaurazione della struttura
statale centralista franchista.

PIL castigliani e subordinati: $976,8 miliardi
PIL Catalonia $255,2 miliardi

Ma dato che il PIL pro-capite catalano e' 1,3 volte
quello castigliano e soci, e' da presumere, per la
progressivita' delle aliquote fiscali, che il
contributo fiscale catalano sia ancora piu'
elevato. In altre parole, uno sciopero ad oltranza
catalano priverebbe i castigliani delle risorse
per pagare la forza poliziesca necessaria per
reprimere la rivolta pacifica con metedi non letali.

Direi che la situazione di Rajoy e' sostanzialmente
disperata. E purtroppo la disperazione e' una brutta
consigliera.

> Sta per emettere un atto assolutamente illegale verso il
> governo centrale

E' lo "Stato" centrale ad avere compiuto un atto illegale
nel 2010, revocando una costituzione votata dai due
parlamenti. E che se i conservatori vengono cacciati,
probabilmente sara' revocato, sempre che' in catalonia
non scoppi un conflitto piu' duro (nel qualcaso i
nazionalisti avrebbe la mano vincente nei rapporti
interni spagnoli).

Lei cosa ne pensa della obbiezione di coscienza ?
E della disobbedienza civile ?
Due temi simili anche se non uguali, ma con un
comune rapporti di opposizione individuale alla
normazione generale.

> e assolutamente indemocratico verso il suo stesso popolo.

Su questo siamo in totale disaccordo. Lei e' per
la logica dello sbarramento da quorum. Io ho
sempre considerato che la logica del quorum
referendario e' anti-democratico.
Un conflitto ideologico insanabile.
Lei probabilmente e' un estremista (destra o
sinistra non cambia, perche' sono due facce
della stessa medaglia: quella dell'anti-liberta').
NB: anche il PD dal mio punto di vista e' estremista.

> Detto questo, uno stato non può permettersi di manganellare
> la gente per strada.

L'unico punto a quanto pare su cui siamo d'accordo.

> Una riflessione tecnica poi sul parallelismo Catalogna,
> Lombardo-Veneto... ma ROTFL.

Perche' ? Non si puo' fare ? Specialmente evidenziando
perche' in Lombardia e nel Veneto mancano le condizioni
perche' avvenga lo stesso ?

Perche' non entra nel merito invece di trattare
l'interlocutore da pagliaccio (cosa significa
altrimenti il "rotfl"), pratica tipica dei comunisti
per tacciare i radicali con Marco Pannella, perche'
i temi che pronevano erano "tabu'" o "pericolosi"
per le loro ideologie ? (vedi la richiesta di riforma
pensionistica richiesta con forza fin dagli anni '80,
riforma che se fosse stata fatta allora, ci vedrebbe
oggi molti di noi gia' in serena pensione.

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